Scrivo, certo!
Ma è flebile traccia,
difficile piaccia,
chè sviscera in faccia
l'odierna minaccia.
il non lasciar traccia
nel libro dell' ho.
giovedì 28 gennaio 2010
PER DENTI
Poche cose sono presenti
come il dolore che viene dai denti
Nulla sviscera come i sapienti
ciò che nascondon le pieghe dei tempi
Del corpo restan sol poche tracce
da ciò che furon le nostre facce
pezzi di calcio spesso cariati
lasciano corpi dal tempo usati
nulla ci dice così chiaramente
che noi cadrem come l'ultimo
Dente.
come il dolore che viene dai denti
Nulla sviscera come i sapienti
ciò che nascondon le pieghe dei tempi
Del corpo restan sol poche tracce
da ciò che furon le nostre facce
pezzi di calcio spesso cariati
lasciano corpi dal tempo usati
nulla ci dice così chiaramente
che noi cadrem come l'ultimo
Dente.
mercoledì 20 gennaio 2010
ESUMATO II
dis si
Cosa risveglierà l'uomo dal torpore che sempre più lo porta a mistificare una libertà (quella di 'altri' di arricchirsi con lo sfruttamento) con quella assoluta? Questo 'sogno di benessere diffuso' costantemente proposto da televisone, stampa, pubblicità e politicanti che ci distrugge lentamente nello spirito, come un moderno satana tentatore, meriterebbe l'attenzione dei più qualificati esorcisti data la sua incessante spinta al profitto nonostante i danni causati al pianeta e ai suoi abitanti. R-esistere è possibile, seppur difficoltoso. Necessitano: lucidità, per non cadere nella quotidiana trappola mediatica, perseveranza, per vincere le tentazioni costanti del vicinato già succube, umiltà, per ricordarsi che NON abbiamo un corpo ma che lo SIAMO. Da queste basi si può svolgere un cammino, perennemente in salita, che porta allo stadio percettivo dai più chiamato 'risveglio' o 'illuminazione'. Lo sviluppo di questo sentiero non è mai prevedibile o preordinato nè si può dire che sia razionale. L'unico modo di seguirlo è usare il GPS che abbiamo tutti nel cuore, unico organo in grado di darci 'vera' direzione. Poche cose aiutano: il distacco, ovvero l'astensione dal desiderio che imprigiona volontà altrui, la non abitudine, cioè lo svolgersi imprevedibile delle giornate grazie al nostro comportamento non conformato, il silenzio o la quiete, unici in grado di farci ascoltare il canto flebile delle nostre vite. Su tutto l'impeccabilità, la ricerca di una vita vissuta senza interferire (bene e male non esistono come concetti assoluti, quindi l'unica cosa 'buona' che posso fare è non fare niente). Si evince quanto siamo lontani dalla meta in tutti quei casi in cui la quotidianità è il semplice ripetersi di giorni sempre simili tra loro. Giàcchè la sfida con la vita non può essere monotona non essendo infinita, non resta che rimischiare le carte per trasformare questa lontananza in un trampolino di lancio. Inventarsi abitudini sempre nuove e diverse fin a rendere 'normale' la cosa che appare più strana spezza le catene che ci hanno imprigionato fin qui e rende 'facile' ogni cammino: FINALMENTE LIBERI!
Cosa risveglierà l'uomo dal torpore che sempre più lo porta a mistificare una libertà (quella di 'altri' di arricchirsi con lo sfruttamento) con quella assoluta? Questo 'sogno di benessere diffuso' costantemente proposto da televisone, stampa, pubblicità e politicanti che ci distrugge lentamente nello spirito, come un moderno satana tentatore, meriterebbe l'attenzione dei più qualificati esorcisti data la sua incessante spinta al profitto nonostante i danni causati al pianeta e ai suoi abitanti. R-esistere è possibile, seppur difficoltoso. Necessitano: lucidità, per non cadere nella quotidiana trappola mediatica, perseveranza, per vincere le tentazioni costanti del vicinato già succube, umiltà, per ricordarsi che NON abbiamo un corpo ma che lo SIAMO. Da queste basi si può svolgere un cammino, perennemente in salita, che porta allo stadio percettivo dai più chiamato 'risveglio' o 'illuminazione'. Lo sviluppo di questo sentiero non è mai prevedibile o preordinato nè si può dire che sia razionale. L'unico modo di seguirlo è usare il GPS che abbiamo tutti nel cuore, unico organo in grado di darci 'vera' direzione. Poche cose aiutano: il distacco, ovvero l'astensione dal desiderio che imprigiona volontà altrui, la non abitudine, cioè lo svolgersi imprevedibile delle giornate grazie al nostro comportamento non conformato, il silenzio o la quiete, unici in grado di farci ascoltare il canto flebile delle nostre vite. Su tutto l'impeccabilità, la ricerca di una vita vissuta senza interferire (bene e male non esistono come concetti assoluti, quindi l'unica cosa 'buona' che posso fare è non fare niente). Si evince quanto siamo lontani dalla meta in tutti quei casi in cui la quotidianità è il semplice ripetersi di giorni sempre simili tra loro. Giàcchè la sfida con la vita non può essere monotona non essendo infinita, non resta che rimischiare le carte per trasformare questa lontananza in un trampolino di lancio. Inventarsi abitudini sempre nuove e diverse fin a rendere 'normale' la cosa che appare più strana spezza le catene che ci hanno imprigionato fin qui e rende 'facile' ogni cammino: FINALMENTE LIBERI!
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pensieri
venerdì 8 gennaio 2010
LA MIA MUSICA
Da quando ascolto musica, vivo di musica.
Come se ci fosse una connessione diretta tra emozioni e verità.
Non mi sono mai accontentato di sentire la melodia, ho sempre cercato nel testo il senso di quel sentimento che mi trasmetteva.
Così imparai l'inglese. Serviva ad amare considerazioni prese in prestito dai pink floyd. Oggi ancora spunta una lacrima. La questione non è semplice, in moltissime canzoni c'è arte. Almeno in quelle che deliziano le mie orecchie. Portatrici sane di consapevolezza, figlie degli anni in cui il rock era la musica del demonio, figlie della sofferenza di popoli soggiogati da logiche profittatrici e repressive, guardacaso.
Il problema era già evidente per il ludovico van, cercava e cercava l'accordo perfetto, un incrocio tra un quadro e una poesia, tre semplici note implicanti non solo l'orecchio ma anche l'anima. Una specie di magia, comunque molto esoterico. Esoterismo e musica, dai beatles di L.S.D. al serpente di jim. Raramente si raggiungono tali vette ed è sempre bene accompagnarsi con ottime sinfonie, momenti indistinti in cui riesci a percepire nettamente il silenzio.
Il silenzio, certo tutto parte da qui, e non solo la storia musicale, in principio era il verbo. Il verbo, si, ma quel verbo che si fa parola in un soffio di musica che non ha barriere linguistiche. in fondo dio ha sempre cantato la vita, o è la vita che ci ha sempre cantato dio? Direi che non conta, comunque sia è musica.
Ricomincio, vabene.
Da quando ascolto musica, vivo di musica.
Non solo per dire. Come in un esercizio yoga di meditazione, ascoltare certa musica aiuta lo spirito a riconciliarsi col mondo, con se stesso. Pratica ancestrale che richiama i mantra orientali si ritrova nella ripetitività del ritmo che costringe l'ascoltatore su se stesso, lo porta ad ascoltarsi mentre ascolta il suono ripetitivo del battere incessante della vita. Vivere di musica è naturale. La natura stessa è musica, basta andare in riva al mare per ascoltare sinfonie baritonali, nei prati estivi esplodono migliaia di suoni che paiono solo senza alcuna direzione unificante. Anche i sassi e l'aria 'suonano' senza che noi ci prestiamo troppo attenzione.
Allora ascoltare musica dev'essere prestare attenzione al mondo: in fondo la profonda conoscenza di noi stessi può arrivare soltanto dopo la conoscenza delle cose, prima, e degli altri, poi.
Va bene. Ricomincio.
Da quando ascolto musica, vivo di musica.
Oppure no, è da quando vivo che la musica ascolta me e come se prima non mi fosse stato possibile accorgermene solo ora scopro che c'è sempre qualcuno che ha combinato le note per darmi la sensazione giusta al momento giusto e mi chiedo: chi arriva prima?
Il musicista, l'ascoltatore o......la sensazione giusta!
Certamente taglia il traguardo con parecchio anticipo la sensazione giusta chè può solo essere specchiata dalla musica, che è sempre pronta a cambiare vestito, pettinarsi e truccarsi pur di sedurti l'ennesima volta. Ed io mi lascio ingannare, sedotto dal velo di maya, pronto a lasciare tutto un'altra volta per seguir quell'istinto che lacerato in mille brandelli mi si ri-presenta come lo stesso c'ha sedotto quel musicista che stà suonando ora proponendomi come risultato quella sensazione ch'io gli ho provocato, è tutto.
Ricomincio. Và, Bene!
La tua voce che m'in-canta
della musica il di-vino
mentre ascolto sul di-vano
il silenzio ch'è composto
per chi non è ancora morto.
Come se ci fosse una connessione diretta tra emozioni e verità.
Non mi sono mai accontentato di sentire la melodia, ho sempre cercato nel testo il senso di quel sentimento che mi trasmetteva.
Così imparai l'inglese. Serviva ad amare considerazioni prese in prestito dai pink floyd. Oggi ancora spunta una lacrima. La questione non è semplice, in moltissime canzoni c'è arte. Almeno in quelle che deliziano le mie orecchie. Portatrici sane di consapevolezza, figlie degli anni in cui il rock era la musica del demonio, figlie della sofferenza di popoli soggiogati da logiche profittatrici e repressive, guardacaso.
Il problema era già evidente per il ludovico van, cercava e cercava l'accordo perfetto, un incrocio tra un quadro e una poesia, tre semplici note implicanti non solo l'orecchio ma anche l'anima. Una specie di magia, comunque molto esoterico. Esoterismo e musica, dai beatles di L.S.D. al serpente di jim. Raramente si raggiungono tali vette ed è sempre bene accompagnarsi con ottime sinfonie, momenti indistinti in cui riesci a percepire nettamente il silenzio.
Il silenzio, certo tutto parte da qui, e non solo la storia musicale, in principio era il verbo. Il verbo, si, ma quel verbo che si fa parola in un soffio di musica che non ha barriere linguistiche. in fondo dio ha sempre cantato la vita, o è la vita che ci ha sempre cantato dio? Direi che non conta, comunque sia è musica.
Ricomincio, vabene.
Da quando ascolto musica, vivo di musica.
Non solo per dire. Come in un esercizio yoga di meditazione, ascoltare certa musica aiuta lo spirito a riconciliarsi col mondo, con se stesso. Pratica ancestrale che richiama i mantra orientali si ritrova nella ripetitività del ritmo che costringe l'ascoltatore su se stesso, lo porta ad ascoltarsi mentre ascolta il suono ripetitivo del battere incessante della vita. Vivere di musica è naturale. La natura stessa è musica, basta andare in riva al mare per ascoltare sinfonie baritonali, nei prati estivi esplodono migliaia di suoni che paiono solo senza alcuna direzione unificante. Anche i sassi e l'aria 'suonano' senza che noi ci prestiamo troppo attenzione.
Allora ascoltare musica dev'essere prestare attenzione al mondo: in fondo la profonda conoscenza di noi stessi può arrivare soltanto dopo la conoscenza delle cose, prima, e degli altri, poi.
Va bene. Ricomincio.
Da quando ascolto musica, vivo di musica.
Oppure no, è da quando vivo che la musica ascolta me e come se prima non mi fosse stato possibile accorgermene solo ora scopro che c'è sempre qualcuno che ha combinato le note per darmi la sensazione giusta al momento giusto e mi chiedo: chi arriva prima?
Il musicista, l'ascoltatore o......la sensazione giusta!
Certamente taglia il traguardo con parecchio anticipo la sensazione giusta chè può solo essere specchiata dalla musica, che è sempre pronta a cambiare vestito, pettinarsi e truccarsi pur di sedurti l'ennesima volta. Ed io mi lascio ingannare, sedotto dal velo di maya, pronto a lasciare tutto un'altra volta per seguir quell'istinto che lacerato in mille brandelli mi si ri-presenta come lo stesso c'ha sedotto quel musicista che stà suonando ora proponendomi come risultato quella sensazione ch'io gli ho provocato, è tutto.
Ricomincio. Và, Bene!
La tua voce che m'in-canta
della musica il di-vino
mentre ascolto sul di-vano
il silenzio ch'è composto
per chi non è ancora morto.
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giovedì 17 dicembre 2009
L'ALONE
l'anima brulicante
quel sogno distante
il pensiero costante
è che sei cacciatore
e non passan due ore
senza che la tua preda
sfuggirà la tua presa
ed è questo che cerchi
chè il perenne soStare
in attesa del mentre
t'ha convinto a tornare
dove non sei più niente
quel sogno distante
il pensiero costante
è che sei cacciatore
e non passan due ore
senza che la tua preda
sfuggirà la tua presa
ed è questo che cerchi
chè il perenne soStare
in attesa del mentre
t'ha convinto a tornare
dove non sei più niente
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sabato 5 dicembre 2009
BUCO il CIELO
buco il cielo
perchè
sono due i modi per
esser ciò che non è
o distruggere il corpo
o far crescer nell'orto....
perchè
sono due i modi per
esser ciò che non è
o distruggere il corpo
o far crescer nell'orto....
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lunedì 9 novembre 2009
PURè
pur le unghie ho perso
nel grattar via il pretesto
sento un gelo dentro questo
corpo non ancora morto
ma dis-trarsi non si può
se solletico con ciò
l'attenzione che non sò
ri-trovar nell'altri-menti
già che si dipana il volo
del mio esser sempre solo
ricordiamo che ragione
fa sol rima con coglione
e mi stufa quest'eterno
triste Mente ritornello
dell'aver sempre ragione
senza trovarne soluzione
la ragione resta sempre
con chi usa la sua mente
e non cede da EGOista
alla facile conquista
nel grattar via il pretesto
sento un gelo dentro questo
corpo non ancora morto
ma dis-trarsi non si può
se solletico con ciò
l'attenzione che non sò
ri-trovar nell'altri-menti
già che si dipana il volo
del mio esser sempre solo
ricordiamo che ragione
fa sol rima con coglione
e mi stufa quest'eterno
triste Mente ritornello
dell'aver sempre ragione
senza trovarne soluzione
la ragione resta sempre
con chi usa la sua mente
e non cede da EGOista
alla facile conquista
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mercoledì 4 novembre 2009
AiDA Merini
Scontro,
anima stropicciata
estro pungente,
visione latente,
Piccola ape furibonda
Avrai cambiato solo forma
apparente MAI
appartenente a tutti
donata ti sei come colei
che non sceglie chi sei
ma scioglie di versi
composti a sedere
e ti piace vedere
pur l'in-comprensione
chiedi al d'IO che
traccia finito
labirinto proibito
della ragione come prigione
libera sei
anima stropicciata
estro pungente,
visione latente,
Piccola ape furibonda
Avrai cambiato solo forma
apparente MAI
appartenente a tutti
donata ti sei come colei
che non sceglie chi sei
ma scioglie di versi
composti a sedere
e ti piace vedere
pur l'in-comprensione
chiedi al d'IO che
traccia finito
labirinto proibito
della ragione come prigione
libera sei
mercoledì 21 ottobre 2009
HAI KU O R E
sel mondo fosse stato
come ieri l'ho sognato
rimarresti senza fiato
scoprendo che non c'è peccato
-
se una volta carosello
c'inchiodava sul più bello
or con la pubblicità
dicon solo falsità
-
più le tette son rifatte
meglio produrranno latte
sù che aspetti or anche tu
puoi apparir come gesù
-
fermate il mondo voglio scendere
e non provare più a comprendere
gente che per poter spendere
anche il cor è pronta a vendere
-
if isn't only in my mind
you should sure be as a blind
LOOK! it's not a paradise
having what you now desire
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giovedì 24 settembre 2009
TRE?NO!
se di viaggio si parla
posso sempre dir 'guarda'
e affacciandoti al cuore
tu vedrai in ogni dove
posso sempre dir 'guarda'
e affacciandoti al cuore
tu vedrai in ogni dove
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D'IO
So stare, ed è certo
il cor sempre aperto
c'ha imparato a schivare
con la gioia del dare
quel silenzio latente
di quasi tutta la gente
il cor sempre aperto
c'ha imparato a schivare
con la gioia del dare
quel silenzio latente
di quasi tutta la gente
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venerdì 18 settembre 2009
ALI TAgLIA
FA MIGLIA
camminando
un piede innanzi l'altro
senza alcun comando
solo e senza quando
con un grido di rimando
lungo la strada spando
un segno disegnando
il cammin evidenziando!
camminando
un piede innanzi l'altro
senza alcun comando
solo e senza quando
con un grido di rimando
lungo la strada spando
un segno disegnando
il cammin evidenziando!
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domenica 13 settembre 2009
ESUMATO
"Gli sbagli sono spesso necessari per darsi la speranza che funge da pagliativo per il tempo che passa tra due rari momenti di gioia.
Peccato che non sia mai abbastanza la collaborazione che ci arriva dalle persone che ci circondano.
L'unico consiglio valido che un'amico ti può dare sono le conclusioni alle quali giungi mentre lui semplicemente ti ascolta.
Avete mai provato a sentire il silenzio?
Quando impari ad ascoltare il silenzio che sei in questa vita di rumore, hai la possibilità di far ascoltare lo stesso silenzio agli altri.
Questo è l'aiuto di cui un'uomo ha bisogno e non che gli si dica cosa fare."
Peccato che non sia mai abbastanza la collaborazione che ci arriva dalle persone che ci circondano.
L'unico consiglio valido che un'amico ti può dare sono le conclusioni alle quali giungi mentre lui semplicemente ti ascolta.
Avete mai provato a sentire il silenzio?
Quando impari ad ascoltare il silenzio che sei in questa vita di rumore, hai la possibilità di far ascoltare lo stesso silenzio agli altri.
Questo è l'aiuto di cui un'uomo ha bisogno e non che gli si dica cosa fare."
lunedì 7 settembre 2009
LAMPI DA GENIO
Ecco la razionalità:
con un pizzico di dialettica
posso convincerla
a fare cose aberranti l'anima
perchè, facendole 'tutti',
paiono ragionevoli.
Non bastan vagonate d'amore
per convincerla
a fare il 'bene' dell'anima
perchè 'Nessuno' fa così.
con un pizzico di dialettica
posso convincerla
a fare cose aberranti l'anima
perchè, facendole 'tutti',
paiono ragionevoli.
Non bastan vagonate d'amore
per convincerla
a fare il 'bene' dell'anima
perchè 'Nessuno' fa così.
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martedì 1 settembre 2009
INCIPIT
Era tardi. Non restava che fare le valigie ed uscire senza perdere altro tempo.
Nonostante l'assenza persistente della penna trovava quasi impossibile mettersi a scrivere al pc e non solo perchè non sapeva usare dieci dita, si arrangiava più che bene con quattro, ma sopratutto per via del difficile controllo dualistico monitor/tastiera. Era come se stesse vedendo al lavoro lo scrittore che ancora si rifiutava di impersonificare. Nondimeno soffriva l'assenza del fruscio della carta e dell'odore d'inchiostro, insomma restava semplicemente ancorato a quelle sensazioni che oggigiorno non sono più così comuni.
Questa volta non si scordò di infilare nella valigia un blocco e due penne. Controllò di aver chiuso tutte le finestre e uscì. In strada cercò un taxi che non tardò a passare e si fece portare all'aereoporto.
Nonostante l'assenza persistente della penna trovava quasi impossibile mettersi a scrivere al pc e non solo perchè non sapeva usare dieci dita, si arrangiava più che bene con quattro, ma sopratutto per via del difficile controllo dualistico monitor/tastiera. Era come se stesse vedendo al lavoro lo scrittore che ancora si rifiutava di impersonificare. Nondimeno soffriva l'assenza del fruscio della carta e dell'odore d'inchiostro, insomma restava semplicemente ancorato a quelle sensazioni che oggigiorno non sono più così comuni.
Questa volta non si scordò di infilare nella valigia un blocco e due penne. Controllò di aver chiuso tutte le finestre e uscì. In strada cercò un taxi che non tardò a passare e si fece portare all'aereoporto.
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domenica 9 agosto 2009
lunedì 27 luglio 2009
ULULUZZO
Lo scoglio sociale
non fatica il mare
dell'esser sè stessi
e noi poveretti
soffriamo la vita
nell'erger difetti
non v'è via d'uscita
la strada è salita
respiro a fatica.
non fatica il mare
dell'esser sè stessi
e noi poveretti
soffriamo la vita
nell'erger difetti
non v'è via d'uscita
la strada è salita
respiro a fatica.
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mercoledì 22 luglio 2009
domenica 12 luglio 2009
(è-E)VI(E)TATO VIETARE!

SE-VERAMENTE pensiamo la LIBERTA'.
Una fottuta parola, strapazzata dall'abuso personale del possesso, ridotta a comodo tornaconto per la stupidità del profitto.
Un tempo ilpoeta disse:
"prima di essere liberi
bisogna essere certi
di essere."
che non è banale, casomai semplice mente vera.
Quindi l'essere svolge le funzioni di fondamenta sulle quali costruire la LIBERTA', non la 'propria' (ch'è impossibile possederla, almeno LEI) bensì quell'unica che le renderebbe giustizia: e cioè la LIBERTA' pura e semplice di essere senza subire, senza dovere, senza divieti! Senza, cioè, quell'insieme di usi consuetudini e leggi che ha ridotto così male questa povera terra.
JAH, legge: se penso al momento in cui la prima 'legge' è stata promulgata 'vedo' un piccolo villaggio di caverne ed un grosso bottino di caccia da proteggere e da conservare, una caverna viene scelta ed il suo occupante gode il privilegio di poter mangiare senza più muoversi, comincia a pensare, smettendo d'essere, a come mantenerlo questo privilegio...
Da qui si dipana la misera storia della nostra 'civiltà' che ha ben poco di civile, ancor meno giustizia e più nessuna libertà.
venerdì 10 luglio 2009
PER-DONAR, SI'AMO!
Vaga è la vanga nel vagar,
com'è Babylonia a raccontar?
Già! meglio col ritmo ballar
senza ritorno col levar
e l'erba buona da bruciar
se dici canne ho da fumar.
com'è Babylonia a raccontar?
Già! meglio col ritmo ballar
senza ritorno col levar
e l'erba buona da bruciar
se dici canne ho da fumar.
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sabato 13 giugno 2009
CHI S'OFFRE PER ME? IO!
S'è vero, com'è vero, che ogni piacere contiene in sè la sofferenza....
....non si può che s'offrir Se stessi!
DonarSe stessi nell'infinità ricerca di quella contromancanza che son IO per me, nell'eterno sfuggire dell'inconscio alla definizione di SE, rimargina la ferita inflitta dalla dicotomia esistenziale all'unità ch'è l'essere.
....non si può che s'offrir Se stessi!
DonarSe stessi nell'infinità ricerca di quella contromancanza che son IO per me, nell'eterno sfuggire dell'inconscio alla definizione di SE, rimargina la ferita inflitta dalla dicotomia esistenziale all'unità ch'è l'essere.
lunedì 8 giugno 2009
SONO PAZZO PER MOLTI, MA NON PER TUTTI.
"Eccomi, sono il momento che aspettavi,
quell'attimo che dura un'eternità,
una vita di felicità.
Addio"
MI dimetto.
Quello che pare più comprensibile da questo punto di vista è che il Sistema non è che il copione che siete costretti a recitare per sentirvi 'normali', uniformati e condiscendenti.
Svincolato da ogni recitazione passiva, il 'pazzo', può permettersi ogni possibile valutazione intrinseca che lo porta ad accettare il distacco dalla quotidianità in cui vi sentite soffocare.
L'individuo non è mai unico.
Esistono poche tipologie di 'essere' a cui si può ricondurre ogni esemplare, e ognuna ha peculiarità tese alla sopravvivenza della specie, MAI del singolo.
L'errore consiste nel non dare più valore alla vita che ai legami.
La Vita che scorre in ogni esemplare è Unica, la stessa per Tutti.
Ogni legame è invece diverso.
Questo rende affascinante legarsi, quasi più che vivere. Ma è altresì evidente che per quanto possano esser diversi ed attraenti i 'legami' non saranno altro che tentativi di 'generare' nuove tipologie di essere capaci di migliorare l'adattabilità della specie.
Libera promiscuità per generare libera specie...
quell'attimo che dura un'eternità,
una vita di felicità.
Addio"
MI dimetto.
Quello che pare più comprensibile da questo punto di vista è che il Sistema non è che il copione che siete costretti a recitare per sentirvi 'normali', uniformati e condiscendenti.
Svincolato da ogni recitazione passiva, il 'pazzo', può permettersi ogni possibile valutazione intrinseca che lo porta ad accettare il distacco dalla quotidianità in cui vi sentite soffocare.
L'individuo non è mai unico.
Esistono poche tipologie di 'essere' a cui si può ricondurre ogni esemplare, e ognuna ha peculiarità tese alla sopravvivenza della specie, MAI del singolo.
L'errore consiste nel non dare più valore alla vita che ai legami.
La Vita che scorre in ogni esemplare è Unica, la stessa per Tutti.
Ogni legame è invece diverso.
Questo rende affascinante legarsi, quasi più che vivere. Ma è altresì evidente che per quanto possano esser diversi ed attraenti i 'legami' non saranno altro che tentativi di 'generare' nuove tipologie di essere capaci di migliorare l'adattabilità della specie.
Libera promiscuità per generare libera specie...
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